Questo piccolo spazio è stato aperto in previsione del viaggio in Giappone; la verità è che ho iniziato a rendermi conto che ci sto per andare davvero solo a partire da ieri sera, ultima domenica di lavoro fino ad luglio, se non agosto.

E allora? Ci si potrebbe chiedere – in fondo sono solo tre mesi, poco più. E poi fai la cameriera in una pizzeria in mezzo al niente, cosa vuoi che sia. Sono d’accordo, se non fosse che l’andare a lavoro ogni venerdì, sabato e domenica ha scandito le mie settimane, i miei mesi, nel bene e nel male; ok, più male che bene, but still. Perché per ogni dieci volte che un faccia di merda fa commenti inappropriati o rompe il cazzo per delle inezie (questo è un blog volgare, l’avevo detto?), c’è un cliente gentile che ringrazia o si offre di passare le bibite agli altri; per ogni sputacchiante e paonazza sfuriata che el paron (L., ovvero colui che mi dà lavoro e stipendio) mi fa, c’è un A. grato che gli porti giù i vassoi pieni; per ogni episodio di nepotismo a cui assisto in questo locale a conduzione familiare, c’è la consapevolezza della percentuale sana dei miei colleghi, brave e laboriose persone.

Da circa un mese a questa parte mi ricordano tutti a piè sospinto che parto, e io ho sempre avuto risposte pronte:

“Suvvia E., sono solo tre mesi!”

“Dai, V., in realtà non vedi l’ora che mi tolga dai coglioni”

“Ma no, signora, i miei genitori si preoccuperanno il giusto, e non mangerò cavallette, non si preoccupi”,

senza realizzare l’avvicinarsi della data fatidica, il 31 marzo. Per carità, probabilmente è meglio così eh, o altrimenti avrei iniziato ad avere le farfalle nello stomaco mesi fa. Le farfalle sono arrivate a bizzeffe ora, millemila farfalle con tanti dentini aguzzi (hei, se hanno i denti le coccinelle posso benissimo immaginare che li abbiano anche le fottute farfalle) attaccati alle pareti del mio apparato digerente.

Avendo una predisposizione d’animo pessimista, non posso fare a meno di pensare a come tutto potrebbe essere potenzialmente uno schifo: il viaggio, la convivenza, lo studio, il cibo e via dicendo. Sto per lasciare la mia tranquilla e provinciale quotidianità, e come dice giustamente la Toki sono come un Bilbo Baggins alla sua prima avventura fuori dalla Contea.

 

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E niente, tutto questo per dire che l’ultimo giorno di lavoro era l’unica cosa dietro la quale potevo ancora nascondermi e procrastinare il momento in cui avrei dovuto affrontare il fatto che sì, sto per partire per l’altra parte del mondo e sì, sarà la prova del nove e probabilmente capirò se questo mio percorso mi sta portando da qualche parte o no. Ho un po’ paura della risposta (leggi: mi sto cagando in mano aoinwklklgsdokawn), ma non vedo l’ora. -6.

 

[post title from this poem by Nick Flynn]

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3 pensieri su “

  1. Ho segnalato il tuo blog perché contiene contenuti che ritengo offensivi.

    JK, ciao bellezza, finalmente hai iniziato a scrivere (ti stavo già followando da un pezzo)! Ti voglio tanto tanto bene e vedrai che qui ti troverai a meraviglia (se mi trovo bene io! Pure il cibo non è malaccio, ed i locali tendenzialmente sono vegetarian-friendly quindi tranzawanza). Manca poco più di un mese al nostro ricongiungimento!
    Nel frattempo fai la brava e non stancarti troppo da qui alla partenza.
    Miao!

  2. I’m still waiting u.u
    E mentre aspetto scrollo su e giù il tuo blog per vedere i palloncini che si muovono. Aware.

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