here are the monsters we put in the box to test our strength against

E’ trascorso poco meno di un mese (holy shit) dall’arrivo in terra gialla, e ci sono talmente tante cose su cui vorrei commentare che non so bene da dove iniziare.

Dopo una breve ma intensa meditazione, ho deciso di partire da un aspetto della mia vita quotidiana in Giappone verso il quale provo un misto di divertimento e irritazione, ovvero: ai giapponesi piace dare istruzioni. Nel senso pratico: su qualsiasi prodotto ci sono scritte le relative istruzioni e raccomandazioni su come usarlo, nonché avvertenze e disclaimer di vario tipo.

Embè? Le istruzioni sono utili! Direte voi, e in linea di massima sono assolutamente d’accordo, tuttavia a certi livelli iniziano ad essere non solo ridondanti, ma a raggiungere livelli di derpitudine tali da farmi domandare se le grandi aziende nipponiche pensino che il loro paese sia pieno di deficienti. Sarà una questione di minuziosità e attenzione al dettaglio, e avranno magari anche lo scopo di pararsi il didietro nel caso il classico bambino infili le dita nella proverbiale presa di corrente, ma in certi casi non riesco a trovare altra giustificazione che qualche membro della catena di produzione avesse tanto tempo libero e nessun hobby. Procediamo dunque con gli esempi.

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Zio billy, per fortuna c’è il disegnino con le istruzioni in inglese, altrimenti l’avrei presa  a martellate nei fianchi, quella lattina di pesche sciroppate.  Ma a parte l’ironia facile, come giustamente mi ha fatto notare il mio compagno di viaggio A., probabilmente è scritto due volte perché il consumatore non debba girare il barattolo, o perlomeno lo debba ruotare solo di 45 gradi.  Seriamente?

 

Uomini di valore sono riusciti ad aprire perfettamente arrivando all'arrivo. Io non sono fra questi.

Uomini di valore sono riusciti ad aprire perfettamente arrivando all’arrivo. Io no.

Questo è un tentativo di mascherare la malattia delle indicazioni in uno stratagemma simpatico per aprire la confezione dei KitKat.

 

Mmmh, mochi.

Mmmh, mochi.

Qui addirittura la scritta dice: “Aprite lentamente a partire da qui”. Il colmo? Da brava cittadina rispettosa della legge ci ho provato, a scartare il mochi tirando la linguetta dal punto indicato, ma ovviamente si è aperto male, e il dolcetto mi è caduto sul pavimento polveroso. Karma, it’s a fact.

Ma ora veniamo al pezzo forte: il bagno di casa (ebbene sì, ho appena speso 5 minuti a fotografare come una cogliona tutte le istruzioni del bagno che condivido con C., mia coinquilina e compagna di avventura). Premessa doverosa: il suddetto bagno è largo un metro quadro, ed è fornito di water, minuscola vasca, il telefono della doccia e un mini lavandino, per dire che non c’è assolutamente nulla di complicato o equivocabile. Here we go.

 

La porta della doccia.

La porta della doccia.

Il palo appeso sopra la vasca, dettaglio con tanto di disegnino a prova di pampino.

Il palo appeso sopra la vasca, dettaglio con tanto di disegno a prova di pampino. (la scritta legge “pericoloso!”)

Palo appeso sopra la vasca.  Nel caso qualche babbuino evaso dallo zoo ci si volesse appendere.

Palo appeso sopra la vasca. Nel caso qualche babbuino evaso dallo zoo ci si volesse appendere.

Ventola.

Ventola.

Sopra il lavandino. No idea, non chiedetemi.

Sopra il lavandino. No idea, non chiedetemi.

Etichetta appesa sullo specchio, che non ho mai avuto le palle di leggere.

Etichetta appesa sullo specchio, che non ho mai avuto le palle di leggere.

Istruzioni sullo scarico. Easy peasy.

Istruzioni sullo scarico. Easy peasy.

Etichetta appesa sulla vasca.

Etichetta appesa sulla vasca.

Come appendere la carta igienica. Ripeto, ma seriamente?

Come appendere la carta igienica. Ripeto, ma seriamente?

 

Ok, la carrellata bagno è finita, giuro. Ci sarebbero un sacco di altri esempi, tipo le confezioni di yogurt che pur  avendo tutti gli angoli perfettamente uguali hanno espressamente scritto sopra di aprire da un dato angolo, e non dagli altri (wtf), però non starò qui ad annoiarvi ulteriormente. Alla prossima!

 

[post title from this poem by Richard Siken]

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2 pensieri su “here are the monsters we put in the box to test our strength against

  1. Cazzo sweetie, mi hai tolto tutte le parole di bocca! Prossimamente contribuirò al tuo articolo con altre fotografie che finora ho fatto ad istruzioni wtf (esempi? come srotolare la carta igienica e il modo appropriato di usare la tavoletta del cesso).
    Davvero, grande, adoro leggere il tuo blog anche perché mi immagino te e la tua voce e le facce che faresti a raccontare certe cose di persona e MUORO.
    COMUNQUE, tra una settimana ci vediamo, non vedo l’ora ❤ ❤

    • Ahaha, tra l’altro nel bagno ce n’era un’altra sempre sulla porta, era in alto e mi è sfuggita! Comunque da non credere, continuo a trovarne ogni giorno e ogni giorno mi stupisco ancora come i bambini, lol
      MANCA POCO EARGUOEARGNEAPRGEAPOERNNJR

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