But one man loved the pilgrim soul in you, and loved the sorrows of your changing face

Cose che mi sono state chieste o dette da giapponesi, in ordine sparso.

 

“Perché porti i capelli così corti?”  – gruppo di ragazze, prima cosa dettami dopo essermi presentata.

“Ma piove forte anche in Italia?”  – preside della facoltà di cultura all’università di Kochi.

“Ma anche in Italia ci sono le 4 stagioni?” – la mia tutor, 19 anni.

“Ma il pesce/le uova/il formaggio/il tofu lo mangi?” – tutti.

“あなた、かっこいいね! Anata, kakkoii ne!” (Sei proprio fico!) – una vecchia mai vista, per strada.

“大人っぽい!Otonappoi!” (Sembri un’adulta!) – tutti.

“日本語、上手ですね!Nihongo, jouzu desune!”  (Come parli bene il giapponese!) – tutti i giapponesi. Non scherzo, appena si accorgono che parli un minimo la loro lingua si stupiscono e partono i complimenti. Chiaramente mentono.

“Bello, vai a Tokyo! Ci sono un sacco di bei negozi!” – la mia tutor.

“Hai il fidanzato?” – tutti.

“Mia figlia si sposa con un cinese, nooo!” – professoressa, in tono disperato.

 

…amo i giapponesi.

 

Post title from this poem by W.B. Yeats.

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2 pensieri su “But one man loved the pilgrim soul in you, and loved the sorrows of your changing face

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